svezzamento creativo…o cretino?

svezzamento creativo...o cretino?

A volte nemmeno una cuoca creativa sa cosa cucinare. A volte vuol stare a passeggio fino a ora di cena, o davanti al pc a scrivere, piuttosto che davanti ai fornelli. menomalechec’èl’uovo! Frittata salva cena, come dice mio marito.

Ma almeno che sia creativa la composizione…!
Perchè si mangia con gli occhi, col cervello, col cuore, prima che con lo stomaco. E mi piacerebbe che mio figlio imparasse che è fondamentale riempirsi di bellezza, di gusto, di relazioni, di immaginazione, di giocosità, oltre che di lenticchie e uova….

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pacchettini di scamorza e speak in foglia di fico

Quanto mi diverte cucinare! Se poi posso sfiziarmi in aperitivi, stuzzichini, stronzatine monoporzione, allora è proprio il massimo!

per  l’aperitivo di stasera ho sfogiato questi “pacchetti regalo” troppo simpatici! Semplici e d’effetto!

Ogni foglia di fico diventa la carta regalo di un pacchetto di scamorza e speak (io ci ho messo anche del timo), che viene poi messo in forno per 10 minuti, in modo che il formaggio si sciolga. Un boccone al profumo di fico!

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PS. manco a dirlo l’idea è di un’amica matta, che fa la cuoca vera in un posto incantevole! http://www.hosteriamattta.com

pacchettini di scamorza e speak in foglia di fico

zucchine ripiene di….. minestrone

Primo principio della mia cucina: tutto si ricicla.

Secondo principio della mia cucina: nulla si rimangia uguale a se stesso. 

I suddetti principi valgono (con liete sorprese) anche quando il buon senso imporrebbe delle  deroghe.

E così oggi vi propongo le zucchine ripiene di minestrone!

Ieri sera ho fatto il minestrone con dado vegetale (penso di aver già pubblicato la ricetta del mio dado), fagioli borlotti, azuki, ceci, porro, patate, pomodori, erbe aromatiche varie ed eventuali. Ne è risultato un bel pappone, un pò troppo abbonadante per due. Così oggi ho fatto ulteriormente addensare il tutto: mentre mescolavo pensavo di ricavarci delle polpette da infarinare e fare in padella, ma poi ho aperto il frigo e si è affacciata un’enorme zucchina già lessata. ED ora?

Niente paura. Scavo le zucchine, le riempio di minestrone e le schiaffo in forno per un quarto d’ora. Minchia son pure buone!

zucchine ripiene di….. minestrone

torta con vinacce d’uva

Fare il succo d’uva da moltissime soddisfazioni. E un unico dispiacere: vedersi costrette a buttare le vinacce, ovvero le bucce d’uva. Ma sarà davvero necessario?!? La risparmina che è in me ha spremuto le meningi più che mai et voilà, che ti creo la torta di vinacce! Con viva e vibrante soddisfazione confesso che è tutta opera del mio sacco, non rubata da altri siti come faccio sempre quando cucino.

Orsù, gli ingredienti:

vinacce d’uva avanzate dal succo

farina q.b.

1 busta lievito

1 busta vanillina

uvetta

1 cucchiaio miele

si mischia il tutto, lasciando l’impasto piuttosto molliccio. In forno a 180 per circa 30-40 minuti. Bona! (per essere un riciclo).

unico grave difetto: non avevo tolto i semini, che sotto la dentiera danno i nervi…!Image

torta con vinacce d’uva

succo d’uva

Nel campo vicino al mio cresce un’uva nera dolcissima. Il padrone non se ne cura ma guarda e passa. Così io me ne curo eccome 🙂

Dopo averne fatto man bassa, mi accingo a preparare il mio primo succo d’uva. Spulacchiando nel web, ho brevettato questa ricetta:

  1. Prendi dei grappoli d’uva nera matura, diraspali, e lava gli acini per bene sotto l’acqua corrente. In una pentola di acciaio, versa tre dita d’acqua e aggiungi tutti gli acini lavati e scolati. Quindi metti il tutto a cucinare a fuoco moderato. Mescola molto spesso per i primi quindici minuti di cottura, preferibilmente con un cucchiaio di legno, perché gli acini si devono aprire lasciando uscire il succo, senza attaccarsi al fondo della pentola.
  2. Se ti accorgi che il composto si sta seccando troppo e tende ad attaccarsi al fondo, aggiungi un pò di acqua tiepida. Dopo circa mezz’ora, quando l’acino è completamente disfatto e la pentola si è riempita di succo, spegni e vuota il tutto in un colino, sotto il quale avrai messo una terrina molto capiente. Fai colare fino all’ultima goccia dalle bucce nel colino, magari aiutandoti col cucchiaio di legno.
  3. Dopo aver estratto tutto il liquido, riportalo a ebollizione per 2 minuti, dopodichè lo puoi travasare in della bottiglie di vetro, preferibilmente da 17.5 ml. Riempi le bottiglie, chiudile con dei tappi in metallo, avvolgile in fogli di giornale, e riponile in una pentola con acqua fredda. Porta il tutto a ebollizione per 15 minuti; con questo hai sterilizzato il prodotto che puoi anche conservare.
  4. Lascia raffreddare qualche ora, o meglio il giorno dopo, queste sono pronte per essere riposte; mettile in un luogo asciutto e al riparo dalla luce. Puoi consumare il prodotto nell’arco di un anno, o se preferisci puoi consumarlo subito.
succo d’uva

gelato dai da te

Oggi mi è partito il raptus della cicala. E’ tutta l’estate che mi trastullo, e ora, al  primo alito di vento, sono stata assalita dall’ansia delle provviste. Quindi via con i barattoli, le conserve, i sott’oli, i sott’aceto, i sottosale, i sottocoperta.

nei prossimi giorni vi racconterò le ricette di queste ore. Per ora però vi pubblico quella del mio gelato casalingo! Perchà va bene fare la formica per qualche giorno, ma sempre con l’allegria della cicala! E senza gelato come si fa a stare allegri?!

dosi per una “cofana” di gelato:Immagine

5 uova

200 ml panna da montare

1 bustina vanillina

100 gr zucchero (facoltativo. E io infatti non ce lo metto)

montare a neve gli albumi. Sbattere i tuorli con lo zucchero e la vanillina. Amalgamare la panna montata a neve, gli albumi, i tuorli. Questa è la base del gelato, che già così non è affatto male 🙂 a questa si può aggiungere….qualunque cosa: cacao, scaglie di cioccolato, farina di cocco, amaretti tritati, mandorle e nocciole, frutta  a pezzi, caffè. Io oggi l’ho fatto con la marmellata di alkekenge (sempre fai da me) e i semi di anice.

Si schiaffa nella teglia, si congela e…si lecca!

gelato dai da te

in cucina!

Mi sento posseduta dal sacro spirito della mia amica Flavia B., con la differenza che lei avrebbe prodotto il doppio delle cose, in metà del tempo, con un risultato dieci volte superiore e sporcando un decimo delle pentole. Proporzioni a parte, oggi la mia parte “matta” ( www.hosteriamattta.com ) ha sfornato:

pomodori ripieni con pangrattato prezzemolo e capperi gratinati al forno;

dal rinfresco di pasta madre sono miracolosamente usciti: pane con semi di lino, pizzette arrotolate (scopiazzate da http://lunatenera.blogspot.it), torta salata con bieta del mio orto e ricotta;

insalata di orzo con pomodorini, tonno, zucchine, erba cipollina e qualcos’altro che non ricordo;

zucchine grigliate con  maggiorana;

crostini con patè di talli di aglio;

frittata arrotolata con stracchino e speak;

pecorino, ricotta accompagnati con chutney di pomodori verdi (fatto da me l’estate scorsa).

Meno male che il dolce l’ha fatto mamma!

Il problema? eravamo solo quattro a cena!Ilche vuol dire che mangerò avanzi per giorni e giorni e giorni…Alessia e Stefano, mica volete tornare a darci una mano a svuotare il frigo, vero?! 🙂

Digressione