Il bambino è competente. Valori e conoscenze in famiglia- Jesper Juul

Un buon libro da comodino, anche se non concilia il sonno dei genitori (tutt’altro!) è IL BAMBINO è COMPETENTE di Juul.

Per la gioia di autore ed editore provo a sintetizzarne i punti salienti.

La premessa fondamentale è che il bambino è una persona. Pare un’ovvietà, detta così, ma in effetti spesso si guarda al bambino come ad una persona in fieri, in potenza, che va educata a diventare un vero essere umano sociale. In realtà il bambino è da sempre, per sempre e sempre e comunque una persona, e per questo merita uguale dignità! Fin dalla nascita sono persone complete, cioè sono sociali, collaborativi e pronti a comunicare.

Il porre dei limiti ai bambini è spesso un modo che i genitori hanno per imporre il loro potere dentro la famiglia!

Il bambino vive un forte CONFLITTO tra INTEGRITA‘ (se stesso, la sua identità. E’ la pienezza dell’esistenza fisica e psicologica) e COLLABORAZIONE (imitare, copiare, adattarsi…).  Se queste due tendenze si scontrano, egli tende a favorire la collaborazione (al contrario di quello che si pensa!): la sua socialità è tale che egli preferisce sacrificare se stesso a favore del contesto, piuttosto che essere fedele a se stesso ma escluso! Compito del genitore, quindi, non è tanto far sì che il figlio ubbidisca, si adegui, capisca il contesto e le sue regole (questo il b. lo fa da se naturalmente), ma piuttosto favorire la sua individualità, le sue caratteristiche proprie, aiutandolo a difendere la sua integrità nell’interazione con altri.

Cosa significa che i bambini collaborano? Che hanno la capacità di esprimere i sentimenti, i vissuti, le attitudini degli adulti che vivono attorno a loro, anche quelle che questi vorrebbero nascondere: i b. imitano gli adulti in modo diretto (i figli trattati con rispetto tratteranno con rispetto gli altri, quelli la cui integrità è stata violata faranno lo stesso,   i figli criticati diventano criticoni,…), oppure in  modo indiretto (rivolgendo verso l’interno il loro comportamento, tipo con autocritica feroce, atteggiamento autodistruttivo…). Se i genitori violano in modo sistematico l’integrità dei figli, questi perdono il senso di autostima. Più l’integrità è violata, più il b. tende a sottomettersi e a collaborare. Questo perchè nessun b. dubita dell’amore pieno e perfetto dei suoi genitori per lui: perciò se viene rimproverato, messo a tacere, contraddetto, è perchè lui stesso è in torto.

In che casi l’integrità del b. viene violata? nel libro ci sono numerosi esempi, molto chiari ed illuminanti; ne cito solo alcuni. Esempi di violazione dell’integrità fisica o psicologica del b.: imporre quali cibi mangiare, in che dosi, a che orari – non riconoscere i sentimenti espressi dal b. , sminuendoli – la violenza – l’indottrinamento – i NO eccessivi, anche quando non c’è reale ed imminente pericolo – imporre decisioni senza discuterne con loro- punizioni.

A queste violazioni dell’integrità il b. reagisce inviando segnali della sua sofferenza; segnali che, se ignorati, diventano sintomi psicosomatici o comportamentali.

Cosa fare per sostenere il b.? riconoscere il bisogno del b. di essere visto (che è diverso dal fargli complimenti per le cose che fa, è guardarlo per chi è!), dando voce ai sentimenti che esprimono – parlare loro con un linguaggio personale, autentico, che riconosca la loro pari dignità (non si deve dire tutto ai fili, ma tutto ciò che si dice va detto con autenticità, anche se implica l’ammettere il proprio errore, la propria stanchezza etc…)- dar loro la possibilità d’essere un aiuto reale alle nostre vite, un vero arricchimento, in modo che essi riconoscano la loro capacità di attribuire valore alla famiglia- lasciare ai figli la responsabilità su: i loro sensi (caldo freddo/gusti), i loro sentimenti (la felicità, l’amore, la rabbia..), i loro bisogni (fame, sonno, affinità p distacco verso qualcuno…) – prendere noi stessi e loro sul serio- non negare i loro diritto di avere bisogni e desideri, esperienze – considerare i suoi bisogni dal suo punto di vista – replicare con comprensione alle sue azioni e considerare con serietà le sue posizioni- comportarsi responsabilmente con loro.

Se un b. conserva la propria integrità sviluppa più facilmente un senso di responsabilità sociale, perchè non avverte l’altro come un nemico, un ostacolo, ed è quindi più propenso a una generosità autentica, alla cooperazione, al dialogo. Al contrario, se incitato a collaborare con altri, a aiutare, a essere “educato”, farà questo solo come modo per essere amato dai genitori, non in modo genuino, continuativo, spontaneo. Più ci sforziamo a farlo diventare come vorremmo, più compromettiamo la sua crescita serena ed equilibrata.

 

Il bambino è competente. Valori e conoscenze in famiglia- Jesper Juul

la nascita di IX Canul

 

Ix Cuzam Chi era sul punto di dare la luce la suo prima figlia o figlio.

Ah Tsab Kumun era il suo sposo, nobile servitore dei sacerdoti. Tutti nella comunità erano a conoscenza dell’avvicinarsi dell’evento, tanto che la levatrice e le sue aiutanti si prepararono presto e non tardarono ad arrivare. Appena entrate nella casa, le donne stendono sul suolo una tovaglia bianca, dispongono le erbe medicinali e bruciano incenso. Intanto la madre mobilita tutto il suo coraggio e le sue forze per spingere al mondo il suo frutto di carne e di sogni. Ah Tsab Kumun è uscito per contemplare la volta celeste. Perturbato dal miracolo della vita, pensa alla vita futura di suo figlio o figlia.

Nella casa, le donne si affannano per preparare l’arrivo dell’essere nuovo. La levatrice massaggia il corpo della partoriente e allo stesso tempo pronuncia preghiere e canti propiziatori. Invoca il sole, il mare, il giaguaro e il serpente affinché diano forza a chi sta per nascere. Esegue pressioni sul ventre materno per trasmettere al bambino tutto ciò che rappresenta la vita qui fuori e non soffra di un cattivo impatto laddove lui stesso dovrà aprirsi cammini.

Gli parla del dolore e della gioia, del lavoro, dell’attenzione, della tolleranza e soprattutto del suo impegno con la comunità. Gli dice che essere uomo o donna è una cosa difficile, perché si nasce, non per seminare confusioni, ma per chiarire misteri, non per concorrere con la natura, ma per onorarla, non solo per approfittare dalla bellezza delle cose, ma anche per creare la propria bellezza, per edificare un mondo umano nella natura. Nascere è qualcosa di doloroso, ma la vita stessa lo compensa. “Va, nasci! -gli dice- E’ giunta l’ora della tua luce e della tua aria! E’ giunta  la tua ora di posarti sulla terra! E’ tempo di affacciarti e vedrai come la vita è stupenda! Non avere paura! Il Cuore del Cielo e il Cuore della Terra riconfortano e gli uomini superiori guidano! Va! Nasci che è giunta la tua ora di venire in terra!”

E come attratto dal fascino di queste parole, dopo qualche minuto, appare la bambina nella soglia della madre e in uno sforzo maggiore della madre il piccolo corpo si getta nella vita. Il suo pianto riempie di emozione Cuzan che deve pulirlo e immediatamente iniziano un canto. Bruciano la placenta, rimuovono le ceneri dal focolare e le le mettono sotto terra per indicare al bambino o alla bambina che questa è la sua terra. Poco tempo dopo avvisano Ah Tsab Kumun che è padre di una bambina. Emozionato, prende la sua tromba e soffia con una forza finora mai sperimentata. Il suono prolungato si estende nell’aria comunicando al Cuore della Terra, al Cuore del Cielo, la fortuna e la gratitudine degli essere umani che si riproducono, che con il proprio sangue fanno nascere volti nuovi. La luna splende nella profonda altezza dei tredicesimi cieli. E’ la stessa che prima proteggeva i travagli del parto. Là brillano anche nel firmamento Xaman Ek, protettore dei viaggiatori e dei mercanti (la stella polare) e Noh Ek, Venere.

Fra poco si occulteranno quando Kin, il sole, dopo avere lottato contro le tenebre, emergerà dall’inframondo.

                                                                                                                      (Da un antico codice Maya)

la nascita di IX Canul

Mangia che ti passa

Come annunciato qualche post fa, eccovi un sunto commentato del libro MANGIA CHE TI PASSA, di Filippo Ongaro. (vedi anche il sito http://www.filippo-ongaro.it/libri/mangia-che-ti-passa/ )

Partiamo da un presupposto: in media una persona, in 80 anni di vita, ingerisce dalle 30 alle 60 tonnellate di cibo. Direi che una cifra da tener presente, se ancora si pensa che la nutrizione poco centri con la salute. La nutriogenomica studia gli effetti del cibo sull’espressione genica, ovvero sul modo in cui l’informazione contenuta nel DNA viene trasformata in proteine. Il cibo è in grado di modulare come il nostro DNA si esprime, cioè come attiva alcuni geni e ne sopprime altri, come si autoripara e come influenza la genesi della patologia. Alla base delle malattie di oggi c’è un profondo conflitto tra il nostro genoma e il mondo in cui ci troviamo a vivere, vi è dunque una discordanza evolutiva. l’idea di fondo è che l’ambiente in cui un essere vivente si trova cambia a velocità superiore rispetto alle capacità del DNA di adeguarsi ai mutamenti: per questo l’organismo utilizza sviluppare un disadattamento. L’organismo riceve informazioni dall’ambiente esterno attraverso i sensi, la percezione e il cibo; il problema nasce nel momento in cui l’informazione che viene dall’esterno non viene riconosciuta dall’organismo, perché non appartiene alla sua stessa “era”. alcune delle risposte che noi manifestiamo risalgono alle nostre origini più lontane, che condividiamo con i rettili: in alcune situazioni reagiamo in un modo che era certamente utile nel mondo primitivo, ma che oggi si rivela non solo inefficace ma anche dannoso. Abbiamo un corpo antichissimo, e gli chiediamo di reagire in modo adeguato a stimoli che non gli appartengono (come avrebbe reagito un uomo primitivo al traffico, allo stress da lavoro, al fare le ore piccole, ai rumori di una discoteca, alle merendine confezionate?).

Direi che già questo è un punto di vista interessante per una riflessione…..

Nella seconda parte del libro, l’autore cerca di dare qualche indicazione concreta su come scegliere i cibi, come cucinarli, come mangiare per ridare al nostro organismo la capacità che gli è propria di trarre dagli alimenti forza, e non segnali malati. I cibi aiutano igiene a lavorare in modo ottimale sono i cibi ad alto contenuto di fibra (legumi, carboidrati integrali, verdure, frutta, dolci semi naturali), proteine di elevata qualità (legumi, noci, uova, pesce, carne magra), grassi sani (olio di pesce, olio d’oliva, avocado, olive, cocco, noci semi naturali). Dall’altra parte, mette in evidenza i difetti dell’alimentazione moderna e le rispettive possibili soluzioni:

– l’eccessivo carico glicemico:elimina zucchero, dolcificanti, dolci. Riduci i carboidrati raffinati.Riduci il consumo di alcol.

– errata assunzione di acidi grassi: eliminai grassi idrogenati, riduce al minimo i grassi saturi, aumenta i grassi modo o in saturi e polinsaturi (noci, semi, olio d’oliva, pesce)

– errata distribuzione dei macro nutrienti: aumenta verdure, legumi e proteine magre, riduci carboidrati e gli zuccheri

– scarso contenuto di micronutrienti: elimina i cibi raffinati, o aumenta la verdura.

– Scarso contenuto di fibra

– errato equilibrio acido-base: riduci cibi acidi ficcanti (latte e derivati, sale) e aumenta quelli alcalinizzanti (legumi, frutta, verdura, noci, semi)

– errato equilibrio sodio-potassio: riduce il sale e l’assunzione di cibi raffinati e trattati, riduci latte formaggi, aumenta le verdure.

 

Sono solo degli spunti. Se a Pina o a Rino va di dire la sua, visto che lo hanno letto, o ad altri, sarà un contributo ban accetto!

Mangia che ti passa

l’amore secondo i bimbi

CHE COS’E’ L’AMORE ? Spiegato da 10 bambini…

1. L’amore è quando esci a mangiare e dai un sacco di patatine fritte a qualcuno senza volere che l’altro le dia a te.(Gianluca, 6 anni)

2. Quando nonna aveva l’artrite e non poteva mettersi più lo smalto, nonno lo faceva per lei anche se aveva

l’artrite pure lui. Questo è l’amore. (Rebecca,
8 anni)

3. L’amore è quando la ragazza si mette il profumo, il ragazzo il dopobarba, poi escono insieme per annusarsi. (Martina, 5 anni)

4. L’amore è la prima cosa che si sente, prima che arrivi la cattiveria. (Carlo, 5 anni)

5. L’amore è quando qualcuno ti fa del male e tu sei molto arrabbiato, ma non strilli per non farlo piangere. (Susanna, 5 anni)

6. L’amore è quella cosa che ci fa sorridere quando siamo stanchi. (Tommaso, 4 anni)

7. L’amore è quando mamma fa il caffè per papà e lo assaggia prima per assicurarsi che sia buono. (Daniele, 7 anni)

8. L’amore è quando mamma dà a papà il pezzo più buono del pollo. (Elena, 5 anni)

9. L’amore è quando il mio cane mi lecca la faccia, anche se l’ho lasciato solo tutta la giornata. (Anna Maria, 4 anni)

10. Non bisogna mai dire “Ti amo” se non è vero. Ma se è vero bisogna dirlo tante volte. Le persone dimenticano. (Jessica, 8 anni)

l’amore secondo i bimbi