voglia di (ri)partire

Non ci speravo più, di scrivere sulla pagina di “in vacanza tutto l’anno”. Coi buoni propositi non mantenuti sono una forza della natura, questo si sa; e aver per compagno di viaggio un orso marsicano non aiuta nel movimento!

Ma oggi, (finalmente!), grazie alla primavera e ai nostri amici Roby e Giulio, abbiamo scoperto un posto INCANTATO!

Siamo partiti da Goriano Valli, uno di quei posti dove arrivi se ti sei perso, dove abbiamo partecipato alla festa della Tosatura. Ringrazio sempre nell’animo questi omoni grandi che maneggiano gli animali come fossero fuscelli. Mi appaiono a volte rudi, “spicci”; non rallentano in coccole o chiacchiere. Ma traspare un rapporto autentico, integrale con la natura, un rispetto che non è quello delle pelliccette per cani, ma quello del conoscersi e accettarsi nella propria diversità, nel riconoscere il bisogno reciproco che uno ha dell’altro. DSC_0850

 

Poi, la sorpresa delle Pagliare di Tione. Un luogo magico, sospeso nel tempo, abitato ancora, nel ricordo, dalle voci dei contadini che coltivano la solina e pascolano il bestiame, che si ritrovano assieme per condividere lo sforzo, la soddisfazione, la necessità del lavorare in montagna. Un agglomerato rurale tra la terra e il cielo, che guarda e prega la Montagna che gli sta di fronte, affinchè gli sia benevola.

voglia di (ri)partire

passo S. Leonardo

Domenica scorsa siamo andati sul sicuro, con la vacanza tutto l’anno a Passo S. Leonardo.

Ti lasci la città alle spalle, e in un attimo sei lì, dentro il cuore verde della montagna, sotto la sua ascella di bosco, di muschio, che ficchi la testa tra i suoi riccioli di foglie d’autunno, che riposi sulla sua pancia di prato. Se poi ad aspettarti ci sono degli amici con l’animo grande e libero come la Majella, allora il successo è garantito!

La gioia più grande è lasciare Nanetto esplorare, ficcarsi una foglia in bocca e ciucciarla per ore, arrampicarsi sui sassi, rotolarsi nel prato, inseguire con lo sguardo il nitrito dei cavalli, farsi fuori in un battibaleno i maccheroni alla carbonara. Contemplare il suo stupore, gioire della sua meraviglia, e cercare di non interferire, di dargli fiducia fiducia fiducia…..ImmagineDSC_0433

passo S. Leonardo

gagliano aterno – tra promesse e delusioni

DSC_0408Il chiostro della chiesa di S. Chiara!

il castello, uno dei meglio conservati in Abruzzo!

la cripta!

il museo dell’orso!

la galleria d’arte!

la chiesa di S. Rocco e di S. Martino!

La guida turistica ci aveva convinto in questo modo a raggiungere Gagliano Aterno, nella valle sebequana.

Peccato si sia scordata di dirci che avremmo trovato tutto chiuso. Anche l’acqua della fontana.

gagliano aterno – tra promesse e delusioni

chilometri di lettere….1.461 per l’esattezza

1.461 km. Così dice google. Quindi saranno un pò di più, considerati  i percorsi a piedi, i su e giù per i binari ferroviari, le passeggiate extra tomtom.

1461 kilometri, 5 giorni, una valigia e un manduca, numerosissime persone, tante tappe: è il nostro viaggio-al-nord dal 27 settembre al 1 ottobre.   La felice scusa per partire e sottoporre Nanetto a cotanti fusi orari e sbalzi climatici è il matrimonio della Chiara e del Cremo, rigorosamente con l’articolo, entrambi, da buoni lombardi. La storia che lega me a Chiara, e la Chiara a Davide, è la storia di amori lontani che si fanno vicini, contro la sfida tenace del tempo e dello spazio.

Lascio a loro raccontare il pezzo di storia che li riguarda, se ne avranno voglia. Io mi prendo il gusto di ricordare come ho conosciuto quest’amica. La nostra storia sta tutta racchiusa in tre scatole. abbastanza grosse, eh. E pure belle pienotte.

E’ possibile conoscersi da vent’anni, considerarsi amiche profonde, ed essersi viste in totale tre o quattro volte, sentite ancora meno al telefono, mai via skipe? Se le poste non continuano ad aumentare i prezzi dei francobolli e i tempi di consegna, sì è possibile. Chiara ed io siamo amiche di penna dai  tempi della prima elementare; galeotto fu il Piccolo Missionario, rivista comboniana per ragazzi a cui eravamo arrivate. Fatale ci fu la coincidenza d’un suo zio che veniva in vacanza a Durlo.   Micidiali i racconti a puntate, che ci hanno legate una all’altra. Insomma, un colpo di fulmine, anzi d’inchiostro.

Nei tempi d’oro del nostro amore arrivavamo anche a due lettere a settimana (che diavolo riuscivamo a raccontarci, alle medie?!?). Oggi i tempi di attesa per una risposta si sono allungati, causa mariti, lavori, passatempi. Ma a me quella lettera in busta commerciale, con le lettere che vanno all’insù in ghirigori bimbeschi, quei racconti entusiasti,quei malumori passeggeri, quelle poesie senza titolo, continuano ad emozionare.

Conservo tutte le lettere, in alcuna ho messo la data in cui è stata scritta, per rileggerle in ordine.  Perciò se dovessi perdere la memoria di me, della mia vita, cercate la Chiara, che ne è la custode più fedele.

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chilometri di lettere….1.461 per l’esattezza